Wednesday, 30 January 2013


Che Dio mi fulmini, alle volte ricevo delle telefonate che sto lì a tentennare glielo dico o non glielo dico?, poi mi viene in mente che qualche cosa dovrò pur scriverla, allora ve lo dico. Dovete sapere che, a differenza vostra che valete meno di un preservativo usato da Jimmy Fontana, ho una rubrica telefonica che scotta, coi numeri di tutte o quasi le celebrità conosciute. E ogni tanto questi mi chiamano, S. aiutami qui, S. ascolta questo dimmi se ti piace, S. per favore ho bisogno di te, S. ti prego fammi tua, e così via. E stavolta mi ha chiamato nientemeno che ROY ROSELLO. Come sarebbe a dire e chi cazzo è Roy Rosello? Razza di ignorantelli, lasciate che vi illumini. Roy Rosello ha fatto parte della seconda incarnazione dei mitologici Menudo, che tanto voi non conoscete, ci scommetto. I Menudo, come ogni ragazzino che ha fatto le scuole medie a metà anni 90 sa, erano una boyband portoricana, che ha visto tra le sue fila nomi altisonanti come quello di Anthony Galindo, Johnatan Montenegro, Fernando Romantico e Ricky Martin. Ed è proprio la formazione con Roy ed il buon Ricky che calcherà ancora una volta le scene, nientemeno che al Superbowl, per far di nuovo battere il cuore alle ragazzine.
Come dite? Non ci sono i Menudo? Si riuniscono invece le Destiny's Child? Mavaffanculovà.
E v'è andata bene.
S.

Sunday, 27 January 2013


Buongiorno costolettati utenti, e bentornati alla consueta rubrica che vi fa sentire degli ignoranti culinari come manco mille insulti di Gordon Ramsey: la Nouvelle Cuisine di Idiosincrasia Alterata.
Oggi, per saziare la fame mai doma del crudele Injenier M, parleremo di come soddisfarlo con il Risotto alla Zucca, piatto di cui va ghiotto come l’orso Yoghi coi cestini da Picnic.

Innanzitutto recatevi in Cina con alcuni delegati comunistissimi in modo tale da far passare come battute  gioviali i vostri mal celati insulti: espressioni come “fottuti cagariso” o “maledetti musi gialli” renderà allegra la loro e la vostra serata.
Quando uno di questi inutili Charlie si sarà reso conto del vostro inganno e vi correggerà dicendo “asiatico è l’appellativo adeguato”, voi, secondo le leggi vigenti in Cina, avrete diritto a riscuotere tutti i suoi averi, compresa sua moglie pornostar e la sua piantagione sterminata di riso arborio: il rispetto in queste strane regioni orientali è tutto, approfittatene!
Bene, ora che siete un acclamato proprietario terriero, oltre che marito di una che piange quando tromba, potrete permettervi di ignorare il maledettissimo Injenier M., ma un moto di orgoglio vi spingerà comunque a terminare la ricetta, più per un sentimento di rivalsa che per altro.
Recatevi quindi nel paese di Halloween, e, con una spessa mazza, picchiate Jack Skeleton.
“A cosa serve quest’inutile violenza?” vi starete chiedendo, famelici lettori.
Ah, nulla in particolare: solo come rivalsa verso quel famoso film di Tim Burton, tanto adorato dalla vostra ex fidanzata che vi ha tradito con Motumbo, un congolese che di scheletrico ha ben poco, ma di carnoso proprio tanto.
Parlate quindi col sindaco del famoso paese per farvi consegnare, sotto minaccia, tutte le zucche più buone; lui eseguirà terrorizzato e voi sarete in possesso di tutti gli ingredienti necessari!
Ora volete davvero che vi descriva come si fa un risotto? Non è servito a niente un anno di questa rubrica? Suvvia, non siate stolti e fate il vostro dovere, mentecatti!

Vino Consigliato: un bianchino di quelli secchi che poi hai ancora sete e ancora, e ancora, e ancora, maledicendo il giorno in cui avete deciso di prendere un cazzo di vino alla Lidl (storia realmente successa).

Saturday, 26 January 2013


La curiosità è femmina, si dice, ed infatti è proprio grazie all'indiscrezione di una donna, la sempreverde assistente Brigida, che anche oggi il sottoscritto professor Aristide Maria Verdirame potrà parlarvi di una straordinaria bestia nella nuova puntata di
COGLIONI DI MULO
e altre meraviglie della natura
Vi ricorderete senz'altro di Mario Petrella, la jena servizievole della scorsa puntata: nel corso della copula intercorsa tra lui e Brigida, la mia adorata collaboratrice, stupita dalla straordinaria resistenza amatoria dell'animale, gli ha domandato estatica quale fosse il suo segreto.
Presto detto: da bestia servizievole qual è, non ha esitato a portarci da Bruno Gianguido, glorioso esemplare di bue masochista, specie stoica ma condannata all'autoestinzione. La caratteristica di queste fiere, infatti, è il concedersi di buon grado agli appetiti dei predatori della zona, con loro sommo godimento; le loro carni, inoltre, funzionerebbero meglio del balsamo di tigre come afrodisiaco.
L'unica parte del corpo che si rigenera poderosa sono le corna, che, come Brigida ha dovuto imparare all'istante, sono in realtà un pene bipartito perfettamente voglioso e funzionante.

Friday, 25 January 2013


Non gli daremo neanche questa volta la palma aurata, ma siamo così magnanimi che useremo le sue entusiasmanti gesta di fanciullo per aprire addirittura la rubrica più gabellata dalle nuove imposte e balzelli statali: Lo Stronzo della Settimana. Nella foto lo vediamo nei suoi giorni di prigionia nella casa circondariale Gattaca vicino Velletri.
In realtà ci troveremmo di fronte all'empasse del fine mese, in quanto il prossimo venerdì sarà già febbraio, e quindi, non sapendo se dedicarci all'elezione unanime di un solo nome, a stretto giro di boa faremo un po' come cazzo ci pare, stravolgendo il tutto ne il Freddissimo Stronzo dei giorni della Merla.
Messo da parte il buon Fabreeeezio, la cui fuga ci ha tanto fatto sognare, e le sue perplessità nel dover andare in galera dove lo aspettano tutti a braccia aperte, concorre per lo Stronzo Surgelato l'ennesima reginella del palinsesto Barbara Impulso, i cui trascorsi televisivi tristemente noti l'hanno condotta non alla gaffe blasonata dei non vedenti (s'è visto di meglio), ma addirittura ad una protesta filmata contro Trenitalia per averle fatto patire le intemperie ed il gelo. Nel video il lamento barbone dell'ho freddo, la parafrasi gerontocomica del sono malata. Cara Barbara, abbiamo un caldo rimedio per queste situazioni: darsi fuoco. Think about it.
E dopo questo antipastino passiamo subito al vincitore morale e materiale di questo nuovo tytolo di Freddissimo Stronzo dei giorni della Merla. E' con orgoglio che eleggiamo vincitore tal Kenneth Guillespie, finto senzatetto inglese, per averci ribadito che l'amore non ha confini. E per dimostrarci tale assiomatica verità, il buon Kenneth ha indirizzato le sue attenzioni su Alfio, placido ma aristocratico pupazzo di neve. L'amore, però, è anche sofferenza e Kenneth, non ricambiato correttamente da un Alfio freddo e scostante, è finito in ospedale con il pene congelato.
Alla prossima settimana!

Thursday, 24 January 2013

Wednesday, 23 January 2013


Ma che noia, ero a casa mia a grattarmi le p la pancia e zio Injenier M. mi chiama, chiedendomi per cortesia di fare il mio articolo. Gli ho spiegato che oggi proprio non potevo, ma niente, è stato irremovibile.
Perché non potevi?, chiederete voi sporchi ficcanaso. Sarei tentato di invitarvi a farvi gli affaracci vostri, ma guarda caso le mie attività private cascano proprio a pennello con la rubrica: sì, me lo stavo facendo ciucciare a pagamento da Lindsay Lohan, che non capisco perché l'erede al trono del Brunei  o un miliardario qualunque sì e io no. So che volete i dettagli, ma oltre a mostrarvi la mia schiena piena di graffi non posso.
Ora il difficile sarà convincere lo zio a pagare la salata parcella dell'insaziabile tro ragazzina.
E v'è andata bene.
S.

Tuesday, 22 January 2013

IdiosincrasiAlterata
in preda a smanie elettorali
presenta:

Monday, 21 January 2013


Nonostante i venti elettorali che soffiano forte in questo periodo, ci sono urla d'aiuto e di dolore a cui non si può e non si deve restare indifferenti. Il nostro blog preferito, quello dei sermoni gratuiti e dei baciapile in divisa per intenderci, ha subito un bieco attacco telematico di tipo "Denial of Service", e, come specificato nelle stesse pagine del sito, attacchi di questo genere consistono nel portare un sito web al limite delle proprie prestazioni fino a renderlo non più in grado di erogare il servizio. Sgomento popolare per la mancanza di questi indispensabili servizi erogati dal blog Pontifex.
Nella fattispecie pare che dopo 5 minuti di permanentia sul blog in questione partano le note di Cielito Lindo (per i farisei) o de Il Ponte sul Fiume Kwai (per i filistei) in un crescendo che passa da Lateralus per poi sfociare in American Pie, fino al crash dei server che fa apparire una gif dei tre pastorelli di Fatima che giocano a briscola con il maligno.
Orrore e vergogna si abbattano su questi criminali! 
Pontifex, lottiamo spalla a spalla con voi e sposiamo le vostre cause nei secoli dei secoli, sperando che possiate presto tornare più forti di prima nella gloria del Cristo a smerciare i vostri assolutismi degni di Torquemada.
Amen.

Sunday, 20 January 2013


Buongiorno cari lettori affamati di conoscenza supereroistica e bentornati alla rubrica di chi approfitta della fumetteria per conoscere ciccioni brufolosi o minorenni decerebrate amanti dei manga: Sotto la Calzamaglia.
Oggi parleremo di un supercattivo del mondo DC, l’anti eroe dal cromosoma in più: Mongul (per comodità di storia, parleremo del Mongul Post Crisis, perché la simpatica casa di fumetti di proprietà della Warner Bros si diverte a cambiare le biografie dei proprio personaggi alla cazzo di cane).

Il buon Mongul è il tiranno del Pianeta Della Guerra e Imperatore del suo Spazio.
L’unico suo giubilo è organizzare tornei di gladiatori e cercare di uccidere Super Man, (d’altronde chi non vorrebbe ucciderebbe quello spocchioso ben pettinato?), attività che lo tiene impegnato per gran parte del tempo.
“Che cosa noiosa”, direte voi, miei sagaci amici.
Niente di più vero, per questo noi vogliamo ricordarlo solo per la sua vera passione: Max Pezzali.
Durante uno dei suoi numerosi tentativi di uccidere Super Man, aveva deciso di impossessarsi della Terra e renderla simile al suo pianeta. Riuscì a sconfiggere persino quel fottuto kriptoniano, ma in nostro soccorso giunse appunto il cantante pavese, che intonando uno dei suoi più grandi successi, rabbonì il solitario Mongul, che si commosse e graziò il nostro pianeta.
Da allora divenne la tessera numero 00563  del Max Pezzali Fan Club, e sovente lo invita sul suo pianeta per intrattenere i gladiatori tra uno scontro e un altro.
Grazie Max, è solo per merito tuo se possiamo ancora votare Berlusconi, Monti, Bersani e Grillo senza avere un pio dittatore spaziale!

Saturday, 19 January 2013

Friday, 18 January 2013


Vi è un sottile piacere nel seguire le mode dettate dal social network. I mi piace incondizionati alle evidenti cagate dei tuoi contatti, la condivisione di informazioni di dubbio valore, le immagini così ardite che arricchiscono, stranamente senza che gli animalisti si sollevino in massa per protestare, la nostra fantomatica galleria di Animali agghindati a cazzo in situazioni al limite del credibile.
Questa è la volta del nostro micio di cortesia, splendido esemplare femmineo di gattonano-lavandaia della garfagnana. La tenerezza nello sguardo di Alterata, questo il nome del felino, non deve ingannare. Causa la sua mancata compostezza e la sua attitudine, tipica dei gattinani-lavandaie, a scodinzolare violentemente se messi di fronte ad un obiettivo, ci è toccato inserire la micia in un castramuli (usato anche come trappola per toporagni solitamente). Il tutto ha fatto patire alla micia gli stessi dolori di un parto quadrigemellare, ma noi, indefessi, sulle note dei suoi miagolii non possiamo far altro che elencare rapidisssssssimamente le 3 posizioni (sette) de Lo Stronzo della Settimana.

Al terzo posto la voglia di rifarsi del soldo speso per comprare un abito da gran sera ha portato la bella inglesina Aimi Jones alla disattenzione, alla sbadataggine, al capitombolo telematico. Nell'inserire, infatti, una foto dell'abito suddetto nell'annuncio ebay non si è accorta, la minchiona, che in uno specchio campeggiava, bellamente direbbero gli amanti del pelo pettinabile, la sua sagoma parzialmente ignuda. Eppure un PocoMale esplode violentemente continuando la lettura della notizia, visto e considerato il prezzo di vendita di quell'abito giallo canarino morto. Che la chiave di vendita nelle aste-ebay sia, come sempre la storia insegna, proprio la nostra sempre amata EffeIGiA?
Al secondo posto fate largo alla maestrina francese che, nell'inserire un dvd da far visionare ai suoi piccoli di 3 e 5 anni, si è trovata costretta a rispondere al cellulare che squillava ripetutamente. Madornale errore! La tapina non si è resa conto che, mentre lei era intenta nella conversazione con Alessio lo stagnaro, il fato avverso sostituiva quel disco. Così i piccoli non si trovavano di fronte Piccolo Pippo, bensì Piccole Pippe. Una disattenzione che ha fatto subire alla maestrina la lapidazione nella pubblica piazza come da buona tradizione francese.
E finalmente al primo posto l'arte! Ebbene sì, anche in questi cuori impietriti da smog e reality politici lampeggia quella scintilla artistica, che non può non farci riconoscere un artista a tutto tondo quando lo si incontra. Il nostro aureo riconoscimento vola nientepopodimeno che nella madre Russia tra le braccia del fattore Mikhail Bopposov, autore dello splendido cobra gigante, fatto interamente di merda di vacca congelata, che tanto sta sollazzando grandi e piccini. Il buon Michele già pensa alle sue prossime opere. In cantiere un cavallo, un goldrake, tutti i cavalieri dello zodiaco (quelli neri per ovvie ragioni stilistiche) e una riproduzione di Lapo Elkan intento a dare del becchime a sedici piccioni. E nonostante non sia la classica merda d'artista, ma della semplice merda di vacca, le gallerie d'arte già se lo litigano.
Alla prossima settimana!

Thursday, 17 January 2013


Lo so, Lo so, oggi doveva esserci l'Egoista MA il destino c'è avverso e quindi lo rimandiamo a Sabato, nel frattempo, per ingannare l'attesa, ci trastulliamo con "Mi guardo (anche) le peggio cazzate" che dopo uno spettacolare inizio arriva già al suo secondo appuntamento. In questa nuova tappa del nostro viaggio nelle idiosincrasie del gusto parleremo di un bellissimo film brutto e di un brutto film bello affratellati da temi comuni affrontati in maniera diametralmente opposta. Il primo è Avatar e dubito che non ne abbiate sentito parlare mentre il secondo si intitola District 9 (il titolo è rimasto inalterato nel passaggio in italiano) del quale invece dubito che ne abbiate sentito parlare o che, addirittura, lo abbiate visto, complice una campagna di marketing completamente assente.
Il primo è una gioia per gli occhi, portatore ancora insuperato del verbo del "nuovo" 3D cinematografico si accontenta di essere spettacolo senza sostanza e si avvale di una storia riciclata almeno mille altre volte dalla storia originale di Pocahontas e che si porta dentro tutto il senso di colpa represso di un nazione costruita sul genocidio. Il tutto si muove secondo uno schema ampiamente collaudato e seguito in maniera così rigida che in confronto il finale di Titanc era meno scontato (sempre di Cameroon comunque, forse col tempo gli è venuta voglia di trame prevedibili che non intralciassero il suo lavoro di regista). Gli umani (gli americani) scoprono un pianeta ,chiamato sottilmente "Pandora", ricco di roba che vogliono (il continente americano nel 1942 ca) pieno di alieni bellissimi, altissimi, dai volti felini e con una religione spiritualico/panteistica da insulina(la versione più romanzabile possibile degli indiani d'america). Il protagonista ,servendosi di un avatar dalle sembianze di un alieno, si infiltra tra gli alieni per convincerli pacificamente a cedere le loro ricchezze agli ameriterrestri prima che però non vedono l'ora di sterminare tutti. Finirà per scoparsi la figlia del capo, diventare l'eletto, essere il protagonista di qualche profezia dove si cavalca/doma/uccide un qualche animale sacro/scassascroto e infine guida la rivolta che scaccia l'invasore e rende liberi i buoni selvaggi. Si, proprio come Balla coi Lupi, Stargate e Red Scorpion.
E come in District 9. Solo che in District 9 gli alieni sono brutti come la lerda. E sono dei profughi.
Non hanno niente che vogliamo e non sono qua per muoverci guerra. Anche se sono arrivati qua dallo spazio non servono a un cazzo. Semplicemente nel 1982 un astronave aliena si materializza su Johannesburg in Sudafrica. E in linea coi tempi segregano anche loro. In pratica gli alieni sono i nostri albanesi o, più recentemente, libici chiusi in un qualche c.p.t o c.i.e. Sono anche sporchi e indolenti. Nulla si sa di loro ne interessa. nel migliore dei casi sono un fastidio, nel peggiore con il loro commerciano con la mafia locale (anche perchè il governo non vuole portare avanti alcuna mediazione per ragioni di mero populismo). Il protagonista lavora per l'agenzia incaricata di controllarli e sta organizzando un censimento finalizzato a una deportazione di massa e a causa della sua stupidità si trova a trasformarsi gradualmente in un alieno. Immediatamente emarginato dalla società si allea controvoglia con un alieno che ha trovato un modo per scappare e che gli promette, in cambio del suo aiuto, di renderlo nuovamente umano.
Il protagonista di Avatar è un ex-marine inchiodato sulla sedia a rotelle (perché nel futuro si viaggia tra le galassie ma se sei sulla sedia a rotelle sei sulla sedia a rotelle) che, grazie a un "Avatar" dalle sembianze aliene in cui trasferisce la propria coscienza, entra a far parte di una comunità che vive,tromba e caccia tra le fronde di enormi alberi in una foresta pluviale incontaminata. Tralasciando che il protagonista, dovendo scegliere tra una vita da schifo da invalido circondato da barriere architettoniche e viveretrombarecacciare si sarebbe venduto agli alieni anche se fossero stati pedofili e nazisti, è uno dei sogni bagnati di sempre. Cribbio, ora che ci penso probabilmente risale al Beowulf. Il protagonista di Distric 9 ne è l'esatto opposto. E' lo sfigato che a scuola sfottevano tutti e che adesso occupa un posizione da burocrate di alto livello e a cui quello straccio di potere ha dato alla testa.E' sposato, guarda caso, con la figlia del capo. Ha già vinto la sua battaglia per l'integrazione. E' felice nella sua posizione e non la lascerebbe per nulla al mondo e con gioia nelle prime scene del film ci dimostra come "controllo delle nascite" e "lanciafiamme" siano due cose che ,parlando degli alieni, stanno benissimo nella stessa frase. E' meschino e stupido e quando inizia a trasformarsi in alieno fa quello che faremmo tutti : impazzisce. Immediatamente rigettato in quanto diverso per tutto il film il suo unico scopo è tornare umano, ritornare nel suo confortevole guscio, e, quando nel finale combatte rischiando la propria vita per permettere all'alieno che gli ha promesso che lo farà tornare umano non lo fa per altruismo. lo fa per esasperazione, per reazione, per rabbia contro chi più di tutti non lo ha ascoltato, gli ha impedito di spiegarsi e gli ha negato aiuto semplicemente per calcolo e pregiudizio. Purtroppo il film non è bello come questa sovversione. gli effetti speciali sono carini ma si vede che i soldi sono finiti presto, e la storia non sembra sapersi decidere su come farsi raccontare. Diviso tra Mockumentary e film d'azione vive diviso e il ritmo frammentario infastidisce. Però ci costringe a confrontarci con un personaggio sgradevole quasi quanto Frodo. Ho iniziato questo post sostenendo che questi due film abbiano lo stesso argomento.Credo di averlo provato.Avatar è il sogno dell'eroe che avremmo sempre voluto essere, District 9 è lo stronzo che sotto-sotto abbiamo sempre temuto di essere.



Wednesday, 16 January 2013


Oh, era ora. Quel rammollito di E. ha voluto salutare tutti in redazione, fino all'ultimo dei fattorini, con parole buone e persino qualche lacrimuccia. La prima cosa che ho fatto  appena è uscito è stato cacciare un redattore e stravaccarmi su quella che era la sua poltrona, coi piedi sulla scrivania.
Questo perché sono stanco della sua linea editoriale, del suo voler bene a tutti, compresi voi lettori, che invece non meritate niente, tantomeno i nostri scoop.
Quindi abituatevi: volete sapere qualcosa su Vasco Rossi? Procuratevi il suo numero e chiamatelo, io certo non vi agevolo notizie gratis.
Vi piacerebbe scoprire i retroscena del nuovo album di Bocelli? Andatelo a trovare a casa e superate le guardie, su.
Insomma, il succo è che non otterrete nulla da me facilmente, se non quello che il mio capriccione mi suggerirà.
Quindi allacciatevi le cinture: abbiamo intervistato Miley Cyrus chiedendole di descriverci minuziosamente i suoi sogni erotici con Katy Perry come protagonista, e la giovane monella non è stata certo avida di particolari, tanto da costringermi ad una breve capatina in bagno appena terminata l'intervista.
Peccato che non abbia nessuna voglia di raccontarveli.
À la prochaine E v'è andata bene.
S.

Tuesday, 15 January 2013

IdiosincrasiAlterata
in pieno clima elettorale
presenta:

Monday, 14 January 2013


Finalmente ci siamo!
La presentazione dei simboli è avvenuta. I tremiladuecentosettantadue simboli sono stati depositati correttamente e noi, personalmente, non vedevamo l'ora. Non potendoli passare in rassegna tutti, ci concentriamo su quelli che ci hanno rubato il Cor e che, per i nostri imbianchini egiziani di fiducia, si sono distinti nella forma e nell'eleganza.
1. il movimento de La Rosa Nera si distingue subito per l'eleganza del nero che affina le forme e per l'esuberanza di un grigio che propone ma non impone. L'arial nel font e la gayezza intrinseca lo rendono di sicuro impatto e sarà facile tenerlo ben impresso nella mente. Da non confondere con la rosa scarlatta dell'associazione gay di sinistra e con la rosa alabastro dei gay di centro. Voto: 7
2. subito sotto il simbolo del movimento Uomo Qualunque vede un povero tapino stretto in una morsa, quasi ad indicare i tempi bui che le comuni merde ancora in ansia lavorativa e in ambasce personali si trovano a vivere. Una U di stampo sciovinista rimanda subito all'essenziale e ai rivoluzionari di un tempo. Voto: 6 e 1/2
3. il cuore del Cristo Re in bella mostra non può che essere l'imprinting assoluto del movimento Militia Christi. Cattolicesimo esuberante e conversione immediata sprizzano dai pori di quel bianco sudariale che fa da sfondo ai caratteri gotici che suggeriscono: Crociate crociate crociate! Voto: 9 (o è Inferno assicurato)
4. a contrapporsi alla fede vi è il movimento dei pensatori, degli illuminati disimpegnati, i Poeti d'Azione. Chi non ha mai pensato di risolvere la crisi decantando Le Fleurs du Mal o i sonetti lussuriosi dell'Aretino? Risoluzione della questione IMU tramite le esegesi del De Sanctis e debito pubblico sanato a colpi di dolce stil novo? Oggi si può. Peccato per quel giallo canarino affetto da colera. Voto: 6 e 3/4 per l'impegno.
5. un arciere di shakespeariana memoria la fa' da protagonista nel simbolo del Fronte Verde, coalizione di sicuri mangiaerba amiamo il mondo la carne vi distruggerà, che ci spiattella toto coelo tutta l'arroganza di un verde culo di bottiglia di vino che non berresti mai a casa del nonno della tua ex. Eppure, proprio la rilassatezza del verde unita al movimento plastico dell'arciere non può che ammaliare i nostri animi cortesi. Voto: 8 e plauso della Valle degli Orti.
6. la sobrietà del movimento dei Pensionati esce dagli schemi. Il font di arialistica memoria si tinge di un blu quasi monastico, che rimanda a tutti i problemi della senilità. Nel carattere è racchiusa tutta la mestizia ed il dolore di una pensione misera, del pisciarsi addosso a tre metri dal primo cesso utile, dell'alzheimer. Voto: 7 e 3/4 nel segno di Italo Svevo.

Sunday, 13 January 2013


Buongiorno miei cicciottellissimi lettori post natalizi, e bentornati alla rubrica preferita dai lottatori di sumo kazaki e uzbeki: la Nouvelle Cousine di Idiosincrasia Alterata.
Oggi parleremo di un piatto della cucina tradizionale del Kamchatka mentre i cuochi tirano tre dadi a sei facce per difendersi dalla Cina che attacca con due: il Vitello Tonnato.

Innanzitutto, per un ottimo vitello tonnato avrete bisogno di tonno fresco e guizzante.
Recatevi quindi nei mari ghiacciati del Caucaso e, vestiti solo della vostra nuda pelle, tuffatevi in acqua scuotendo con vigore il vostro piccolo pene che farà da esca. In caso non possediate un pene, cosa assai probabile, usate i vostri capezzoli durissimi allo stesso scopo.
Sicuramente numerosi tonni abboccheranno alla vostra trappola, ma non lasciatevi ingolosire dal primo che capita: a voi serve il Pinne Gialle più ciccione, ergo schiaffeggiate con le vostre escrescenze pendule i magri temerari e concedetevi solo al tonno grassottellissimo.
Una volta che sarà sazio e appagato di voi, tramortitelo con droghe pesanti (se oppone resistenza picchiatelo con un altro tonno) e  rapitelo.
Tornati in patria raggiungete la fattoria più vicina, adocchiando una vitellona dagli occhi cisposissimi.
Il resto, se mi conoscete, lo sapete già: agghindate per bene il Tonno ancora drogato in modo tale da farlo sembrare un bel torello, inserite un cd di musica fusion e fateli accoppiare come dio comanda.
L’essere che nascerà sarà il nostro Vitello Tonnato.
Se siete dei cinici crudeli mangiatelo ancora vivo senza remore addentando il suo culetto, altrimenti accuditelo e crescetelo come se fosse figlio vostro.

Vino Consigliato: Ah, ma è Ronco(ni)!

Saturday, 12 January 2013


Anno nuovo, vita nuova, si dice. E invece no: come ogni due sabati, eccoci, il sottoscritto professor Aristide Maria Verdirame, e l'esuberante assistente Brigida, a condurre una nuova puntata di
COGLIONI DI MULO
e altre meraviglie della natura
Come noterete dalla splendida foto odierna, ultimamente ci siamo imbattuti proprio in quella sagoma di Mario Petrella, di professione gerontofilo convenzionato, fenomenale esemplare di jena servizievole della Borgogna. Questi favolosi animali, infatti, hanno una caratteristica singolare: essendo del tutto vegetariani, aiutano gli animali feriti (come il fenicottero nella foto, che è nientemeno che il professor Gianni Aristogitone, docente di scetticismo al liceo scientifico di Arezzo) ad attraversare la strada, fare la spesa, andare in banca e alla posta e così via.
Volendo provare sulla mia pelle la proverbiale efficienza di tali bestie, mi son finto claudicante per farmi portare a casa; è qui che ho scoperto che il Petrella pretende come pagamento una copula con la prima femmina disponibile: Brigida ne è stata entusiasta.

Friday, 11 January 2013


A far da apripista al primissimo stronzo della settimana di questo duemilatredici (tredici, per dio, piantatela con questo duemilacredici ché tanto il tempo delle credenze - popolari, politiche, di vita e da cucina - è finito da un pezzo) altri non c'è se non Sereno Mangiabanane, diffamatore professionista e baccelliere per diletto, di anni 32, spesi in tutti i suoi istanti nella bottega di suo fratello Amedeo, arricciabaffi per mestiere.
Non ci perdiamo troppo in chiacchiere e, proprio mentre Sereno si sfrega le mani pensando alla prossima castroneria diffamatoria da poter rivendere ai giornali, ci accostiamo audaci a scoprire le 3 posizioni cinque della classifica che ancora ad anno nuovo tiene giovanilmente botta e si fregia dell'epiteto de Lo Stronzo della Settimana.
Al via dunque il terzo posto bronzeo che vede il mito giovanile andare in pezzi, l'infanzia bluastra andare prima a mignotte e poi al taccheggio. Bronzo per i ladri-puffi di Melbourne recentemente arrestati per aver saccheggiato settimane fa un convenient store proprio nella patria dei cavalcacanguri. Ai nostri microfoni i 4 garruli si sono giustificati dicendo "Era solo un pizzo da pagare a Gargamella!"
E se l'argento volevamo tanto darlo alla giunonica Nicole Minetti per l'asserzione "Vado via da Milano per i troppi paparazzi e me ne vado a Rimini!" (Nico',non s'era detto America mesi fa?), il caso e la fatalità ci bloccano e ci dirottano verso le mandorlatissime ragazze della band Deppelganger alle quali, come premio per essere una mera ed inutile AIRband (un qualcosa che non ha senso di esistere), sono state donate varie casse di Ttongsul, notissimo beverone koreano la cui fermentazione segue processi complicatissimi e che, chissà poi per quale motivo, viene anche denominato Feces Wine. "Questo vino è una merda", avrebbe sentenziato il nostro sommelier di fiducia chiamato prontamente all'assaggio. Niente di più vero.
Avevo giurato di non parlarne, mi ero ripromesso di andare oltre dandomi una sonora pacca sulla spalla destra e mugolando un passerà, non preoccuparti, eppure i fatti richiedono decisioni drastiche e poco importa che ai punti il primo posto fosse stato già promesso a Joseph Sciambra, ex pornostar gay ora convertito al piatellesimo. Ieri il grande dibattito, l'incontro a singolar tenzona, il mezzogiorno di fuoco che rende l'incontro a Teano una discussione su palla o campo. Se da una parte vi è il tantodicappello mood per la cortesia, le strette di mano e i sorrisini tra le parti, in questa sede non possiamo esimerci dall'assegnare l'oro e la menzione di stronzo a tutto l'entourage che ha reso proprio l'ospitata di Big B. da Santoro una farsa, un carnevale mediatico degno dei tempi che stiamo vivendo, con tanto di poesiola recitata come al cenone di Natale e prenotazioni per matrimoni e veglioni in veste di animatori di grido. I botta e risposta di spirito, la versione politica di Benvenuti al Sud, l'umorismo del cazzo sono buoni per le tavole imbandite, non per il nostro futuro. E nemmeno per i nostri culi. Queste sono le premesse, ancora certi che sia il caso di chiamarlo Duemilacredici?
Alla prossima settimana!


Thursday, 10 January 2013

Wednesday, 9 January 2013


C'è chi viene e c'è chi va, c'è chi dura poco e chi è eterno.
E con malincon(o)ia che il vostro E., dopo migliari e migliari di scoop e articoli bollenti deve chinare il capo e dire Obbedisco al dispotico Injenier M., che ha deciso di spodestarlo dal trono redazionale di DoReFartBurp.
Facile quindi pensare ch'io mi senta come la povera Amy Winehouse, che siccome era una star dev'essere stata per forza uccisa, ché la santità albergava in lei, in fondo.
E invece no. Un secondo coroner ha confermato che l'ubriacona ne ha semplicemente bevuto uno di troppo, e di sua spontanea volontà, alla faccia dei complotti. Complotto che invece c'è stato sicuramente, per mettere nientemeno che il nipote preferito dell'Injenier M. al mio posto, un tale S., simpatico come un ascesso. Ma non voglio essere indisponente. Sto dicendo che è giusto così.
Ma andiamo avanti, e congediamoci senza ironia, ma celebrando l'eterno David Bowie, che torna a 66 anni con un nuovo singolo.  A DoReFartBurp l'augurio di invecchiare bene quanto lui, e a voi, beh: buon fortuna, con S. Ne avrete bisogno.
À la prochaine,
E.

Tuesday, 8 January 2013

IdiosincrasiAlterata
senza se e senza ma
presenta: